Internet non nasce come progetto militare

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“Investire nella ricerca di base porta a nuove conoscenze, genera capitale scientifico, crea la riserva dalla quale le applicazioni pratiche del sapere devono essere attinte.” (Manifesto per la rinascita di una nazione, Torino, Bollati Boringhieri, 2013). Questa massima diede le basi per lo sviluppo postbellico di molti enti di ricerca americani come la Rand corporation, lo Stanford Research Center, l’Augmentation research Center e lo Xerox Park, tutte realtà che avrebbe contribuito poi allo sviluppo di Internet. Una persona che aveva a cuore questo approccio fu il presidente Dwight David Eisenhower, l’uomo che da generale aveva guidato lo sbarco alleato in Normandia, preoccupato che l’America perdesse la supremazia tecnologica, e quindi economica, militare e politica dopo il lancio nello spazio del satellite russo Sputnik, nel 1957 decise di avviare un grande progetto di ricerca per contrastare la messa in campo di un milione di scienziati russi e ridare all’America il posto che le spettava. Eisenhower nel 1957 nominò come rettore del Mit James Killian suo consigliere scientifico e per espandere la capacità tecnica e scientifica del paese creò l’ARPA (Advanced Research Project Agency) che Killian inserì nel contesto del Pentagono. L’ARPA, la futura culla di Internet, nasce nel 1958 e sarà solo nel 1972 che acquisirà il nome DARPA (Defence Advanced Research Project Agency) per indicare che il suo scopo era la difesa militare. Dunque, l’ARPA nella sua accezione non nacque come progetto militare, era finanziata da un’agenzia della Difesa, ma era qualcosa di più grande, un progetto basato sulla collaborazione di accademici, hacker e industriali, senza disegno di tipo militare. Sarà solo nel 1972 che acquisirà il nome DARPA – Defence Advanced Research Project Agency per indicare che il suo scopo era la difesa militare. Facendo un breve passo indietro ed addentrandoci un po’ nei tecnicismi, è curioso descrivere il passaggio storico che portò ai cosiddetti trenini di dati, ossia la Commutazione di pacchetto. La packet switching era basata su un assunto molto semplice: trasformare i messaggi in un trenino di dati i cui “vagoni”, di fronte a un ostacolo, un nodo occupato o fuori uso, potevano correre separati e poi ricongiungersi a destinazione grazie a dei metadati che indicavano dove essere recapitati. Se ci sono molti modi di inviare dati attraverso una rete, a farlo sono dei computer che funzionano da hub, nodi, collegati da una linea di comunicazione (telefonica). I primi nodi della nascente ARPANET furono: l’UCLA, University of California Los Angeles, lo SRI, Stanford Research Center, l’Università dello Utah e l’UCSB, Università della Calaifornia, Santa Barbara. L’idea della una rete di reti, a commutazione di pacchetto è alla base di quella che diventerà l’Internet che usiamo tutti i giorni e che i ricercatori avevano pensato per impedire la guerra e non per farla. A quel punto Internet, che si chiamava ancora ARPANET, era una rete chiusa, inutilizzabile tra reti diverse (come ALOHANET, PRNET, SATNET), rimaneva il problema di farle comunicare. Nell’ottobre del 1973, Robert Kahn e Vinton Cerf elaborarono un protocollo aperto, un linguaggio comune, l’IP (Internet Protocol), per consentire il dialogo tra diversi computer con un protocollo denominato Transfer Control Protocol. Internet sostituì il nome ARPANET solo nel 1983 per distinguerla dal Milnet, la rete esplicitamente usata a scopi militari. Quindi, nonostante il ruolo di “sponsor” da parte della agenzia della Difesa americana, dire che Internet nacque da un progetto militare è sbagliato: Internet è la più grande impresa scientifica collaborativa mai realizzata al mondo.

Fonte: CheFuturo!

Giuseppe Fiumara

Laureato in Scienze Sociali presso l’Università degli studi di Siena, con esperienze formative presso il Servizio per le Tossicodipendenze, sono da sempre appassionato di tecnologie. Ultimamente non riesco a scrollarmi di dosso l’idea di accomunare la tecnologia al sociale.